FELICITA' SPUMANTE BRUT

Cantina: Azienda Vinicola Al Bano Carrisi

Regione: Puglia

€ 16,98
(Vendita in confezioni da 6 bottiglie)

Confezioni da 6 bottiglie

Viene ottenuto da uve Pinot Nero e Chardonnay spumantizzato con il metodo charmat.
Nome del vino: Felicita' Brut
Vitigno: 80% Pinot nero 20% Chardonnay
Zona di Produzione dell'Uva: Cellino San Marco
Giacitura dei Vigneti: Est Nord Est

Vitigno

Chardonnay, Pinot Nero

Grado alcolico %

12%

Temperatura di servizio

10/11

Fermentazione

12 mesi in Autoclave

Bottiglia

Champagne Balthazar

Bicchiere

Flute

Colore

Giallo Paglierino con Riflessi Verdognoli

Olfatto

Profumo Fine e Delicato con Sensazioni Fruttate ?Mela Spaccato?

Palato

ascjutto

Abbinamenti

Ottimo come aperitivo, si accosta bene a crostacei, antipasti magri e piatti della cucina marinara servito a temperatura di 5-6°C

Azienda Vinicola Al Bano Carrisi

Nell'antica Masseria di Curti Petrizzi, la viticoltura è una tradizione che si tramanda da secoli. Intorno ad un'ampia fascia di macchia mediterranea, fin dal settecento piccoli vigneti venivano coltivati con cura per creare un "nettare" delizioso per il conte Balzamo, proprietario di quelle terre. Un trisavolo di Al Bano Carrisi, esattamente il bisnonno, nell'attiguo bosco lavorava come carbonaio. Era l'unico, secondo quanto risulta dagli impolverati documenti di famiglia, ad avere contatti diretti con i briganti che, subito dopo l'unità d'Italia, si opponevano ai così detti Piemontesi. A lui, infatti, le undici persone che si nascondevano nelle campagne di Cellino San Marco si rivolgevano per avere vettovaglie e l'immancabile e delizioso vino di queste contrade. L'anziano carbonaio non ha mai fatto mancare a quegli uomini l'ottimo bicchiere di Miero, come in dialetto ancora si indica il vino puro (dal latino merum). Poi negli ultimi giorni di luglio del 1861, quei "briganti" furono scovati dal Capitano Lupinacci che pose fine alle loro avventure disperate. Uomini e storia passano in una terra che oggi, proprietà dei Carrisi, è stata completamente trasformata nel rispetto assoluto di una natura rigogliosa come nel secolo scorso. Di quegli anni, però, resta la tradizione di un grande vino: la stessa del secolo scorso che oggi, grazie alle cantine del cantante, viene rinnovata nei suoi prodotti, genuini come allora. Quando ero bambino ricorda Al Bano, Don Carmelo, mio padre, mi portò alla vigna e mi insegnò a liberarla dalle erbacce. "Se dai alla terra, la terra ti dà", mi diceva, così ho capito che prima ancora del vino, dalla vigna ti viene un sorso di saggezza. Ho dedicato al "Mio Vecchio Saggio" questo vino che mi aiuta a riscoprire il calore degli affetti ed il colore degli anni. L'amore e il rispetto per la terra è un principio che ho imparato sin dalla nascita. Le Cantine di Al Bano Carrisi, pur allineandosi alle nuove esigenze tecnologiche del settore vitivinicolo, sono il simbolo e nello stesso tempo la prova tangibile di una civiltà del vino che si tramanda di generazione in generazione.

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